martedì, giugno 23, 2009
ho fatto un turno di 17 ore,dalle nove di sera alle 14 del giorno dopo,in linea con l'illegalità che caratterizza l'organizzazione sanitaria della mia città.il turno è cominciato soccorrendo H., sfd(senza fissa dimora,molto politically correct) tedesco ormai di stanza a trastevere. lui è un cliente fisso,uno di quelli che quando non chiama ti preoccupi,perchè dici,oddio,mica sarà morto?l'abbiamo portato al fatebenefratelli e lì l'infermiera del triage mi ha detto la stessa cosa..oddio,era un po' che non lo vedevo..ho temuto per lui..lui è quello che nel linguaggio anglosassone dell'emergenza viene definito "frequent flyer".sono persone che chiamano e richiamano l'ambulanza.spesso hanno patologie al limite fra il sociale e il sanitario,spesso sono psichiatrici, ma anche no.B. è un nomade che bazzica stazione trastevere e ha problemi di alcolismo,e come molti di loro anche di gastrite/ulcera.quando beve ha dolori fortissimi allo stomaco,pensa che sia il cuore, e così ci fa chiamare.io lo vedo e gli faccio B.,come fosse un vecchio amico! e la gente intorno mi guarda incuriosita e piena di repulsione insieme..poi c'è T. lui, o meglio tutta la famiglia sua è il classico esempio di frequent flyer..capace di chiamare per sè o altri della sua famiglia,anche 3 volte nel giro di 24 ore..e mi sono tenuta bassa,eh.Poi c'è M. tossicomane che ho personalmente tirato fuori da overdose che sarebbero presto diventate mortali non so quante volte..l'ultima non più di una settimana fà. comunque non immaginavo che questo fosse un fenomeno presente in altri paesi,l'ho scoperto leggendo "Aldilà della vita", un libro poi divenuto film con Nicholas Cage sui paramedici americani, e anche navigando nel web.Però gli americani come al solito sono forti.il fenomeno è negativo,fa spendere soldi "inutilmente" e così loro lo studiano,lo misurano e tentano di risolverlo.questo leggo sui loro siti.
Il turno è finito con la super super frequent flyer del secolo: la signora B. Lei è un'amabile vecchina di Testaccio,quando dalla centrale l'operatore comincia a comunicare il suo indirizzo,chiunque di noi lo finisce a memoria..cos'è stavolta?tachicardia?dispnea?Noi arriviamo lì, e lei è già pronta sulla porta con la borsetta in mano.PA 120/80 FC 90 SPO2 98%, meglio di me. Al fatebenefratelli avrà 400 accessi l'anno..Sta meglio di me.Ma andarla a prendere è una soddisfazione:almeno so che è viva e lotta insieme a noi.
mercoledì, giugno 10, 2009
ero insieme a mia mamma,sul suo lettone spesso guardavamo la tv insieme.avevo 20 anni.ora da pochi mesi lei non c'è più e proprio pochi giorni fà mi sono ricordata che è con lei che ho visto i funerali di enrico berlinguer,il ragazzino che blocca i carrarmati di piazza tienanmen,la fine dei ceaucescu.lei è quella con cui vorrei e non posso più condividere l'indignazione politica.
martedì, maggio 19, 2009
ogni soccorso,o diciamo una buona parte dei soccorsi, apre nella mia mente una finestrella in cui immagino una vita, quella del paziente come fosse un romanzo.il mio lavoro mi porta a conoscere moltissimi pazienti,a volte 5 o 6 per turno.alcuni mi sono istintivamente simpatici,con certi ho un atteggiamento un po' paternalistico,con altri sono fredda,distaccata,professionale.quando entro in una casa istintivamente penso..è ricco,è povero,legge molto,è depresso,non ha nessuno che si prende cura di lui,di lei..qualche giorno fà sono andata in una palestra per soccorrere un ragazzone muscoloso che era rimasto a terra bloccato e inerme per un trauma della colonna occorsogli mentre si allenava.un bel ragazzo,un fisico in forma,un senso di colpa verso la sua famiglia che avrebbe dovuto prendersi cura di lui che si era così scioccamente fatto male per curare il suo corpo e la sua vanità..se lo è detto da solo e lo ha detto a me, ma io pensavo a quanto fosse sciocco farsi male in quel modo prima di lui.nel frattempo alcuni miei colleghi erano su un altro scenario.una donna ucraina di 50 anni aveva deciso di concludere la sua vita qui,a roma saltando dal quinto piano.era una "badante", come tante altre donne della sua nazionalità,era qui per convivere con una vecchietta con l'alzheimer,patologia fra le più difficili fra parenti e soprattutto caregivers.mentre ascoltavo il racconto dei miei colleghi che l'avevano soccorsa (non c'era assolutamente niente da fare) ho ripensato al mio bamboccione con la schiena dolorante,ho pensato a una donna costretta a lasciare tutto e tutti per venire a vivere in una casa spoglia (sono quasi sempre così le case dei vecchi a cui i figli amorevoli mettono vicino una badante a cui delegano tutto) con un vecchio non suo ormai incapace di comunicare, nel completo isolamento.a 5000 km da casa,figli,tutto.Il giorno dopo sul giornale,non una riga.finito,stop,sipario.
martedì, febbraio 10, 2009
lunedì, febbraio 09, 2009
La gente sta distreta, nefregista, sceptica, muuuuuuuuy mal!!
venerdì, febbraio 06, 2009

Ognuno deve fare la sua parte:sono un'infermiera,non un poliziotto.Ti curerò,non ti denuncerò.Secondo la Costituzione italiana,il mio codice deontologico,la mia coscienza
mercoledì, gennaio 28, 2009
Medici Senza Frontiere (MSF), Associazione Studi Giuridici sull'Immigrazione (ASGI), Società Italiana di Medicina delle Migrazioni (SIMM) e Osservatorio Italiano sulla Salute Globale (OISG) lanciano un appello per chiedere ai Senatori di respingere l'emendamento che elimina il principio di non segnalazione alle autorità per gli immigrati irregolari che si rivolgono a una struttura sanitaria.
Il rischio di essere segnalato creerebbe nell'immigrato privo di permesso di soggiorno e bisognoso di cure mediche una reazione di paura e diffidenza, in grado di ostacolarne l'accesso alle strutture sanitarie. Ciò potrebbe creare condizioni di salute particolarmente gravi per gli stranieri - con aumenti dei costi legati alla necessità di interventi più complessi e prolungati - e ripercussioni sulla salute collettiva - con il rischio di diffusione di eventuali focolai di malattie trasmissibili.
MSF, SIMM, ASGI e OISG invitano la società civile a sottoscrivere l'appello ai Senatori, che ha già raccolto 86 adesioni.
MSF, SIMM, ASGI e OISG organizzano inoltre una fiaccolata della società civile il 2 febbraio davanti a Montecitorio (vedi mappa) dalle 17:30 alle 20:00, alla quale sono invitati a partecipare operatori sanitari, associazioni, organizzazioni, rappresentanti della società civile e cittadini.

martedì, gennaio 20, 2009
E' che gli americani sembrano crederci sempre,in ogni caso.Sono da invidiare,anche se a volte li guardiamo con sufficienza proprio per questa loro sconfinata fiducia in loro stessi.Ma noi siamo europei,e dubitiamo.Non gliela possiamo fare..
martedì, gennaio 20, 2009
giovedì, gennaio 08, 2009
A Torino alcuni colleghi si sono fotografati in P.S. mentre assistevano i pazienti e mentre scherzavano magari durante la notte di Capodanno con una bottiglia di Berlucchi.Purtroppo dopo hanno preso ste foto e le hanno caricate su facebook, e questo non sta bene. Ancora peggio è il fatto di aver modificato alcune foto con frasi scherzose sul paziente ubriaco che stavano assistendo o l'agitato che stavano "contenendo".Ecco direi che questo è il massimo di ciò che non si può fare:documentare una cattiva azione e divulgarla...è proprio stupido! Ma che adesso tutti i Soloni sui vari forum mi facciano le mammolette, dicendo che non hanno mai preso in giro bonariamente un paziente o non hanno scherzato mentre lavoravano è una IPER bugia!!!
In ospedale si scherza, si mangia, si brinda, si fa pipì e popò, si salva la gente. il delitto qui commesso mi pare quello di violazione della privacy.e basta.se poi vogliamo commentare il fatto che quando si ride e scherza sui pazienti non bisogna lasciar "prove" e tanto meno farne l'upload su internet.. Tutti scherzano (scherziamo).Il lavoro è duro, ma quando fai certi turni pesanti o vedi cose davvero brutte hai bisogno anche di sciogliere un po' la tensione.Lo facciamo tutti,chi lo nega mente.
Qui sotto l'articolo della Stampa che racconta l'accaduto:
Pazienti messi alla berlina su Internet. Commissione disciplinare alle Molinette
MARCO ACCOSSATO
TORINO
Pugno duro contro gli infermieri che all’ospedale Molinette di Torino hanno messo online foto di pazienti in pronto soccorso, con tanto di commento aggiunto (grazie a Photoshop) sulla pancia di un uomo ubriaco: «Son ciucco perso». Il giorno dopo la scoperta che su Facebook circolano immagini scattate nel Dipartimento di emergenza del principale ospedale piemontese, il primario, professor Valerio Gai, annuncia una commissione disciplinare. E da Roma il garante della privacy, Francesco Pizzetti, fa sapere che invierà immediatamente a Torino i suoi ispettori. S’annunciano «sanzioni esemplari» - come dice il primario Gai - non solo per chi ha scattato o caricato le foto sul sito della comunità virtuale più famosa del momento. Ma anche per chi si è prestato a esser fotografato in posa mentre lavorava, magari sorridendo accanto a un paziente dolorante. «Intollerabile», sostiene il primario, che dipendenti pubblichino immagini rubate nelle sale visita. Passino gli scatti che propongono infermieri o medici rilassati durante la pausa fra un turno e l’altro, passino anche le foto dei brindisi in servizio la notte di Natale o Capodanno. «Ma i pazienti no, non è ammissibile», tuona Gai, che ha scoperto «solo adesso dell’esistenza di Facebook».
«Abbiamo da anni in Internet un formidabile punto di confronto di esperienze cliniche e un alleato nell’aggiornamento - commenta il primario, riferendosi a quanto accaduto in ospedale -. Ma, come per i farmaci, va usato con cautela e per il giusto fine. Se al mondo d’oggi, per esistere, si deve apparire ad ogni costo, senza preoccuparsi di come e perché, vuol dire che anche l’imbecillità ha trovato spazio». La vicenda, rivelata ieri da La Stampa, avrà dunque conseguenze pesanti all’interno dell’ospedale torinese. La prima: il gruppo «Pronto soccorso and friends», dove comparivano 72 foto e aveva raccolto oltre cento fan, è scomparso. Cancellato dalla rete. Sparito da Facebook. Restano altri gruppi che raccolgono immagini dei dipendenti delle Molinette. Ma «nessuna - dicono ora in direzione - offensiva». Le immagini messe in rete all’ospedale raccontavano diversi momenti di vita quotidiana in pronto soccorso: una donna in barella in Sala Visita 1, due medici che suturano una ferita, un altro intervento di sutura, un medico e diversi infermieri che tentano di placare l’ira di un paziente in barella.
C’era anche una foto in sala operatoria. Poi immagini di relax, proposte anche da un altro gruppo dello stesso ospedale, quello «A cuore aperto - amici Cardiologie e Cardiochirurgia». Evidentemente c’è chi si è spinto oltre. Troppo oltre. Qualcuno, prima di mettere le foto sul sito, ha aggiunto commenti, fra cui «Son ciucco perso» sulla pancia di un ubriaco in una sala visita. E accanto al paziente, due infermiere che ridono guardando l’obiettivo. Un’altra foto - scattata a sorpresa da un telefonino - rischia di mettere molto più seriamente nei guai due infermiere, immortalate mentre fumano in un corridoio all’interno dell’ospedale. Dove è vietato per legge. Alle Molinette, ieri mattina, molti infermieri del pronto soccorso ora nel mirino del garante della privaci e della direzione dell’ospedale stesso, si sono dissociati: «In questo pronto soccorso lavoriamo duro, giorno e notte. Non è nostra abitudine prenderci gioco dei pazienti. Quelle foto di malati offendono prima di tutto noi, che ora rischiamo di finire in un unico calderone: chi le ha pubblicate ha commesso un illecito, è giusto che ne risponda». Ci sono commenti alle immagini. E commenti ai commenti. Come quello sotto la foto di un paziente agitato: «Quant’è incazz... questo» (e sorridono). Ci sono due infermieri che fingono l’approccio sul lettino dell’ambulatorio. Altri due utilizzano le piastre del defibrillatore come fossero cornette di un telefono. Immagini di relax. Altre, invece, offensive. Valuterà la commissione disciplinare